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 Scacchi    Gambetto di Donna, Difesa di Manhattan D38

PGN: 1. d4 d5 2. c4 e6 3. Nc3 Nf6 4. Bg5 Nbd7 5. Nf3 Bb4
FEN: r1bqk2r/pppn1ppp/4pn2/3p2B1/1bPP4/2N2N2/PP2PPPP/R2QKB1R w KQkq - 0 6

Alekhine - CapablancaLa Difesa di Manhattan prende il nome dal quartiere centrale di New York dove si svolse un importante torneo nel 1927. In dettaglio, la denominazione deriva da due storiche partite di quella gara, che iniziarono con la sequenza trasposta 1 d4, d5; 2 c4, e6; 3 Cf3, Cd7; 4 Cc3, Cgf6; 5 Ag5, Ab4: la prima fu giocata fra il franco-russo Alexander Alekhine (1892-1946, a sinistra nella foto) e lo sloveno Milan Vidmar (1885-1962) e si concluse con una patta, la seconda fra José Raúl Capablanca (1888-1942, a destra nella foto) e l'austriaco Rudolf Spielmann (1883-1942), e qui vinse il grande giocatore cubano, campione mondiale in carica, che trionfò in questo torneo senza nemmeno una sconfitta e probabilmente anche senza immaginare che entro la fine di quell'anno avrebbe ceduto la sua corona al secondo classificato, Alekhine, nel celebre match di Buenos Aires.

La posizione del diagramma, comunque, era già apparsa varie volte in precedenza nelle competizioni internazionali, per esempio è nota una vittoria col Nero dell'americano Frank James Marshall (1877-1944) nel 1913 a New York contro l'austriaco, naturalizzato statunitense, Oscar Chajes (1873-1928). Da notare anche che molti testi indicano erroneamente come Difesa di Manhattan la linea di gioco con 5 e3 al posto di 5 Cf3, senza tenere conto che nelle due partite di Alekhine e Capablanca citate sopra la spinta Pe2-e3 venne effettuata soltanto dopo la sesta mossa. L'errore va ricercato nel fatto che oggi è più comune il tratto 5 e3, giocato con frequenza più che doppia rispetto a 5 Cf3, perché consente il popolare seguito 5 ..., Ab4; 6 c:d5, e:d5; 7 Ad3, c5; 8 Ce2, variante usata per la prima volta dal tedesco Friedrich Sämisch (1896-1975) contro Marshall al torneo di Brno (Repubblica Ceca), nel 1928.

L'impianto difensivo del Nero è, in soldoni, una specifica diramazione della variante Pitschel e del sistema Ragozin che è diventata autonoma per ragioni storiche e teoriche. Sul torneo di New York del 1927, infatti, Alekhine scrisse un fondamentale libro con acute analisi al riguardo, attribuendo l'idea strategica dietro alle mosse Cb8-d7 e Af8-b4 al precedente campione mondiale, il tedesco Emanuel Lasker (1868-1941). Lo scopo del Nero, in sintesi, è quello di rompere il centro di Pedoni avversario con la spinta Pc7-c5, una mossa che dà successivamente pure un'opzione per l'incursione Dd8-a5, minacciando il Cc3. Il Bianco può contrastare tale piano in due modi principali. Il primo prevede un quieto sviluppo con 6 e3, c5; 7 c:d5, e:d5; 8 Ad3, Da5; 9 Dc2 (ed ora a 9 ..., c4 segue 9 Af5), l'altro, un po' più brioso, prevede una precoce sortita di Donna, per esempio con 6 c:d5, e:d5; 7 Db3 (o addirittura 7 Da4, che porta il timbro di approvazione del campione mondiale Magnus Carlsen), al fine di prevenire o rendere più difficile l'iniziativa del Nero sull'ala ovest della scacchiera.

1 d4, d5; 2 c4, e6; 3 Cc3, Cf6; 4 Ag5, Cbd7, 5 Cf3, Ab4;

Gambetto di Donna, Difesa di Manhattan Posizione base della Difesa di Manhattan

Principali continuazioni:
Barra statistica basata sui risultati di 56 partite dei tornei tematici
43% 20% 37%

Top Line: 1 d4, d5; 2 c4, e6; 3 Cc3, Cf6; 4 Ag5, Cbd7, 5 Cf3, Ab4; 6 e3, h6; 7 Ah4, c5; 8 Ad3, c:d4

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