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Storia

La prima metà del Novecento (2)

Il successivo campione del mondo, come s'è accennato, fu il russo Alexander Alexandrovic Alekhine (1892 - 1946). Nato a Mosca, imparò gli scacchi in tenera età, ma fu insolitamente lento nel raggiungere alti livelli di gioco, se paragonato ad alcuni campioni che lo precedettero, come per esempio Morphy e Capablanca. D'altra parte, una volta ingranata la marcia, il cammino di Alekhine fu irresistibile.

Nel 1909 lo scacchista russo raggiunse il titolo di Maestro, nel 1912 vinse il primo importante torneo, quello di Stoccolma, e nel 1914 anche il torneo di Pietroburgo. Nell'anno seguente si ripresentò a quest'ultima competizione e si piazzò buon terzo alle spalle di Lasker e Capablanca, lasciando dietro di sé giocatori di grande fama quali Bernstein, Nimzowitsh, l'inossidabile Tarrasch, Marshall, Blackburne e Janowski.

Alexander Alexandrovic Alekhine

La Prima Guerra mondiale interruppe ogni attività scacchistica internazionale, ma al termine del conflitto Alekhine diede inizio ad una sfolgorante serie di successi: nel 1921 vinse il Torneo di Budapest, poi vinse in sequenza quelli di Hastigs (1922), Karlsbad e Portsmouth (1923), quelli di Parigi, Berna e Baden-Baden (1925), in seguito di nuovo quello di Hasting (1925), ed infine quelli di Scarborough, Birmingham, Buenos Aires (1926) e Kecskemet (1927).

Queste magnifiche vittorie diedero ad Alekhine il diritto di sfidare il grande Capablanca nel 1927. Il match fu di una lunghezza estenuante, ma alla fine prevalse il russo col punteggio di 18½ a 15½ (+6, =25, -3). C'è da sottolineare a questo punto che Alekhine, una volta strappato il titolo mondiale al campione cubano, si guardò bene dal concedergli la rivincita, imponendo per un eventuale nuovo match delle condizioni capestro inaccettabili.

Per non essere accusato di sottrarsi al dovere di difendere la corona di Campione del Mondo, il giocatore russo comunque nel 1929 mise in palio il titolo contro Efim Bogoljubov, travolgendolo senza problemi col punteggio di +11, =9, -5. Nell'incontro di rivincita, avvenuto nel 1934, Bogoljubov non riuscì a fare molto meglio, perdendo per 10½ a 15½ (+3, =15, -8). Pareva, insomma, che nessuno potesse togliere ad Alekhine il titolo di campione mondiale, tranne forse Capablanca, che tuttavia il moscovita evitava attentamente di incrociare un'altra volta dopo il match vinto nel 1927.

Efim Bogoljubov
Alekhine vs Euwe (1937)

Fu in questo clima di grande supponenza che Alekhine si scelse un altro avversario da lui ritenuto più abbordabile. Infatti si apprestò a difendere la corona mondiale nel 1935 mettendola in palio contro Euwe, un giocatore olandese che non aveva vinto certamente tanti tornei quanti il campione in carica. Con notevole sorpresa di tutti, fu invece proprio l'avversario a strappare il titolo al russo, sebbene di stretta misura, vincendo 16½ a 15½ (+9, =13, -8). Ma la gloria dello scacchista olandese fu breve, perché nel match di rivincita (cfr. foto a lato) giocato due anni dopo Alekhine si riprese lestamente la corona di miglior scacchista del mondo battendo il suo rivale col largo punteggio di 15½ a 9½ (+10, =11, -4).

Tuttavia la carriera di Alekhine finì praticamente qui, in quanto scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, per cui di nuovo ogni attività agonistica venne sospesa, ed il giocatore russo fece solo in tempo a vedere soltanto la conclusione definitiva del conflitto perché morì la mattina del 25 marzo 1946 in una camera d'albergo di Lisbona.

Nelle antologie scacchistiche il nome di Max Euwe (1901 - 1981) di solito non occupa un posto di rilievo ma è tendenzialmente oscurato da quello di Alekhine. D'altra parte ciò è comprensibile alla luce del fatto che il giocatore olandese nella sua vita non ha mai dato particolari spunti d'ispirazione o fornito gustosi aneddoti agli storici ed ai cronisti degli scacchi.

Nato a due passi da Amsterdam, Euwe fu un bambino prodigio ma la tutela affettuosa e prudente dei genitori impedì che si trasformasse in un'attrazione per i mass media dell'epoca. Già a 20 anni egli riuscì a conquistare il titolo di Campione d'Olanda ed a costruirsi una solida reputazione di buon giocatore di match. Laureatosi nel frattempo in matematica, nel 1927 conquistò il titolo di Grande Maestro. Inoltre i suoi studi appassionati sulla fase iniziale della partita lo fecero diventare uno dei più noti teorici delle aperture.

Fu grazie a queste sue qualità che ebbe nel 1935 l'occasione di sfidare per il titolo mondiale l'indiscusso numero uno dello scacchismo internazionale, cioè Alekhine. Conscio che forse non avrebbe avuto altre occasioni, l'olandese si preparò con grande cura all'evento, mentre non si può dire certamente la stessa cosa per il suo avversario russo, che l'opinione degli esperti dava come grande favorito.

Max Euwe

Come si è menzionato precedentemente, Max Euwe vinse a sorpresa il titolo, ma lo perse due anni dopo nel match di rivincita. Ciò non toglie che l'impresa fu notevole, a maggior ragione pensando che negli anni a venire il titolo di campione mondiale sarebbe destinato a rimanere per molto tempo nelle mani di giocatori usciti da quelle inesauribili fucine che erano ed sono tuttora la scuola russa e, più in generale, quelle dei paesi dell'ex Unione Sovietica.

Caratterizzato da uno stile tattico e brillante, Max Euwe, a differenza di altri giocatori dell'epoca, fondava la sua tecnica scacchistica su validi presupposti posizionali. In altre parole non si tirava indietro di fronte a posizioni complicate, sebbene cercasse sempre di arrivarci partendo da posizioni solide, in modo di non concedere al suo avversario il destro per un contrattacco. Fu probabilmente questo stile di gioco che disorientò non poco Alekhine nel primo match del 1935, oltre ad una preparazione non adeguata ad un impegno così importante. 

Ad ogni modo, di Max Euwe oltre i suoi successi sulla scacchiera si deve ricordare la profonda correttezza di gioco e la sportività nel concedere regolarmente la rivincita ad Alekhine nel 1937. Furono specialmente queste qualità umane a fargli guadagnare l'incarico di presidente della FIDE nel 1971, ruolo che ricoprì ininterrottamente fino alla sua morte, avvenuta nel 1981.