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Teoria

Difesa dei 2 Cavalli

Apertura: Difesa dei 2 Cavalli

Variante: -

Codice ECO: C55

FEN: r1bqkb1r/pppp1ppp/2n2n2/4p3/2B1P3/5N2/PPPP1PPP/RNBQK2R w KQkq - 0 4

Linea standard: 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Ac4 Cf6

Debutto ufficiale: 1610 (D'Arminio)

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È un impianto di gioco che venne segnalato già nelle opere dell'italiano Giulio Cesare Polerio (1550 - 1610). È stato studiato da autori d'ogni epoca, a causa dell'enorme ricchezza delle continuazioni possibili. Uno dei primi "specialisti" di questa difesa fu il barone tedesco Tassilo von Heydebrand und der Lasa (1818 - 1899). 

La strategia del Nero prevede in molte varianti il sacrificio del Pedone centrale della colonna d in cambio di una durevole iniziativa. Alcune continuazioni, come la variante del Fegatello (4. Cg5 d5 5. exd5 Cxd5 6. Cxf7) e la variante Traxler (4. Cg5 Ac5) portano invece a partite altamente drammatiche e piene di tensione, nelle quali la strategia posizionale di sovente cede il passo alla pura tattica ed all'ingegno combinativo.

Attualmente la Difesa dei 2 Cavalli è ben lungi dall'aver esaurito ogni sorpresa che potenzialmente può mettere a disposizione dello scacchista amante del gioco spettacolare, per cui quest'apertura viene adottata ancor oggi con una certa frequenza anche nelle competizioni importanti. 

Tassilo von Heydebrand und der Lasa