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Teoria

La scrittura delle mosse

SCRITTURA DELLE MOSSE

Nei tornei ufficiali a cadenza lunga è obbligatoria la notazione delle mosse: ognuno dei due contendenti deve scrivere sull'apposito formulario le proprie mosse e quelle dell'avversario. Ciò serve all'arbitro a dirimire le controversie che dovessero sorgere durante la partita. Per esempio, può capitare che la scacchiera od il tavolino venga urtato per qualche motivo e che i pezzi cadano per terra: se i giocatori non sono concordi sulla disposizione dei pezzi prima dell'incidente, l'arbitro può ricostruire facilmente la posizione usando i formulari. Con il listato delle mosse si può verificare soprattutto verificare che le mosse siano state tutte legali e che non si si verificato qualche altro errore. Ad esempio, a me è capitato in un torneo ufficiale di giocare con i colori sbagliati, fatto di cui né io né il mio avversario ci eravamo accorti ma che è stato portato alla luce dall'arbitro dopo la consegna dei formulari a fine partita!

LA NOTAZIONE ALGEBRICA

Non esiste un unico sistema di scrittura delle mosse, tuttavia quello largamente più diffuso è la notazione algebrica. In passato, specialmente nelle nazioni di lingua inglese, si usava fino a non molti anni fa la notazione descrittiva, comunque molto meno intuitiva e, di conseguenza, progressivamente abbandonata.

La notazione algebrica utilizza coordinate come quelle del gioco Battaglia Navale. Va segnalato che le coordinate di colonna sono spesso indicate sulla scacchiera con le lettere maiuscole (A, B, C, D, E, F, G, H), tuttavia in fase di scrittura delle mosse esse vengono abitualmente convertite in lettere minuscole (a, b, c, d, e, f, g, h). Ad esempio, se il Bianco inizia la partita uscendo con il Cavallo di Re (cioè dell'ala di Re), come nel diagramma sottostante:

rnbqkbnr/pppppppp/8/8/8/5N2/PPPPPPPP/RNBQKB1R b KQkq - 0 1

allora in notazione algebrica estesa si indica tale mossa con:

1. Cg1-f3

mentre in notazione algebrica abbreviata con:

1. Cf3

Ciò è possibile perché dalla posizione di partenza soltanto il Cavallo di Re può raggiungere la casa f3, non certamente quello di Donna (cioè il Cb1). Nella scrittura delle mosse si deve  sempre indicare l'iniziale del pezzo, ma per convenzione quella del Pedone viene spesso omessa:

R = Re, D = Donna, T = Torre, A = Alfiere, C = Cavallo, P = Pedone

Per esempio, se il Nero prosegue la partita muovendo di due case in avanti il suo Pedone di Donna (cioè quello piazzato di fronte alla Regina) allora al posto di:

1. ... Pd7-d5 (oppure 1. ... Pd5)

abitualmente si scrive:

1. ... d7-d5 (oppure 1. ... d5)

Nel corso della partita l'arrocco corto viene indicato con O-O e quello lungo con O-O-O (si usa la lettera "o" maiuscola, non lo zero!). Se con una mossa qualsiasi si dà scacco al Re avversario allora per segnalare il fatto si aggiunge il segno + ("più") alla fine della mossa, ad esempio:

43. Ta7-a5+

In situazioni particolari può capitare che siano due pezzi a dare simultanemente lo scacco al Re avversario (si parla di "scacco doppio"), quindi si può aggiungere ++ alla fine della mossa per indicare questo fatto. Ad esempio: 31. Af3-c4++.

Se con la mossa un pezzo ne cattura uno avversario allora lo si indica con l'infisso : ("due punti" o con il segno x ("per"). Ad esempio, 15. Ac3:g7 o 15. Ac3xg7 in notazione algebrica estesa, oppure 15. A:g7 o 15. Axg7 in quella abbreviata. La presa al varco con un Pedone viene talvolta indicata da alcuni giocatori con la sigla ep (dal francese en passant) dopo la mossa, per esempio: 34. ... dxe3 ep, che significa che il Pedone nero nella casa d4 ha mangiato il Pedone bianco della casa e4 usando la presa al varco e giungendo, per tale motivo, nella casa e3. Questa sigla non è però strettamente necessaria ai fini della comprensione della mossa.

Un Pedone quando giunge a promozione va sostituito con una figura, di solito la Donna. Per indicare una mossa di promozione si usano scritture come 42. e7-e8=D o 42. e8=D. Se la promozione avviene con scacco allora si scrive 42. e7-e8=D+ oppure, abbreviatamente, 12. e8=D+.

Lo scacco matto si indica invece col simbolo # ("diesis"), ad esempio: 24. Dh5#.

Per segnare il risultato della partita, alla fine del listato delle mosse si scrive 1-0 per registrare la vittoria del Bianco oppure 0-1 per quella del Nero. Il pareggio va indicato con ½-½. Talvolta, come ultima mossa dell'avversario, si scrive abb. per indicare la sua sconfitta per abbandono oppure tempo o time per indicare che la sconfitta è stata causata dal tempo esaurito sull'orologio.


Se si desidera utilizzare la più veloce notazione algebrica abbreviata, bisogna comunque prestare particolare attenzione ad alcuni casi equivoci. Osserviamo in proposito il seguente diagramma (mossa al Bianco):


7k/1r6/8/8/N7/1r6/4N3/K7 w - - 0 1

Si scopre immediatamente che una scrittura come 35. Cc3 è ambigua perché entrambi i Cavalli bianchi possono raggiungere la casa c3. In notazione algebrica abbreviata si rimedia al problema aggiungendo nella mossa la colonna di partenza del pezzo che è stato movimentato. Nel caso specifico si deve perciò scrivere 35. Cac3 se la mossa è stata 35. Ca4-c3, oppure 35. Cec3 se la mossa è stata 35. Ce2-c3).

Tuttavia può capitare che due pezzi identici si trovino sulla stessa colonna e siano in grado di raggiungere la medesima casa: sempre nel diagramma appena visto, è evidente che entrambe le Torri nere sono in grado di raggiungere la casa b4, quindi la scrittura 35. ... Tb4 sarebbe ambigua. In questo caso, per specificare correttamente la mossa, si deve scrivere 35. ... T3b4 oppure 35. ... T7b4, in base a quale Torre è stata usata per il movimento.

Per completezza di esposizione, esaminiamo anche il seguente caso limite (situazione molto rara in partita vera):

k7/4N3/8/8/8/2N1N3/8/7K w - - 0 1
Il Bianco nel corso del gioco ha promosso un Pedone a Cavallo ed ora ha tre Cavalli. Il problema è che tutti gli equini sono in grado di saltare nella casa d5: come indicare questa mossa in notazione algebrica abbreviata? Si vede subito che la notazione Ced5 è ambigua perché non permette di identificare quale dei due Cavalli della colonna e si è mosso. Allo stessa maniera, anche la notazione C3d5 è ambigua perché ambedue i Cavalli della 3ª traversa possono saltare in d5. Per risolvere l'ambiguità va scritta la casa di partenza, più o meno come nella notazione algebrica estesa. Per esempio, 24. Cc3d5 per indicare la mossa 24. Cc3-d5 (in pratica, si omette solamente il trattino di separazione fra casa di partenza e casa di arrivo).

Per esercizio, provate a ricostruire su una scacchiera vera le seguenti due partite espresse con notazioni diverse:

Partita n° 1

1. d4 c5 2. d5 e5 3. dxe6 ep fxe6 4. c4 Cf6 5. Cc3 Cc6 6. Cf3 d5 7. Af4 Ae7 8. e3
O-O 9. Ad3 d4 10. exd4 cxd4 11. Cb5 e5 12. Cxe5 Ab4+ 13. Rf1 Cg4 14. Cxg4 Txf4
15. h3 Dh4 16. Rg1 Axg4 17. hxg4 Dxf2+ 18. Rh2 Ce5 19. Tf1 Dh4+ 20. Rg1 Cxg4
21. Txf4 Dh2+ 22. Rf1 Dh1+ 23. Re2 Dxg2+ 24. Tf2 Dxf2# 0-1

Partita n° 2

1 e4, e5; 2 Cf3, Cc6; 3 Ac4, d6; 4 d4, e:d4; 5 O-O, Df6; 6 c3, d:c3; 7 C:c3, Cge7;
8 Cb5, Rd8; 9 Ag5, Dg6; 10 e5, Ag4; 11 e:d6, c:d6; 12 C:d6, A:f3; 13 C:f7++, Rc8;
14 D:f3, Cf5; 15 Tac1, Ad6; 16 D:f5+, D:f5; 17 C:d6+, Rc7; 18 C:f5, abb. 1-0