site templates free download

© 1998-2020  Andreas Frank Vogt - All Rights Reserved

Teoria

Apertura Reti

Apertura: Apertura Reti / Apertura Zukertort

Variante: -

Codice ECO: A04

FEN: rnbqkbnr/pppppppp/8/8/8/5N2/PPPPPPPP/RNBQKB1R b KQkq - 0 1

Linea standard: 1. Cf3

Debutto ufficiale: 1818 (Napoleone I)

rnbqkbnr/pppppppp/8/8/8/5N2/PPPPPPPP/RNBQKB1R b KQkq - 0 1

Introdotto nella pratica agonistica ad alto livello da Richard Réti (1889 - 1929), il tratto iniziale 1. Cf3 in realtà era già stato utilizzato ben prima - si conosce, per esempio, una partita vinta nel 1818 sull'isola di Sant'Elena da Napoleone Bonaparte (1769 - 1821) contro il Generale francese Henri Gatien Bertrand (1773 - 1844). Tuttavia è stato proprio Réti a dargli un'impronta moderna, tanto che è ancor oggi l'apertura che porta il suo nome è vivacissima e molto giocata nei tornei di tutto il mondo. Réti fu uno dei più geniali scacchisti della sua epoca. Nato a Pezinok, nella zona ungherese dell'Impero Austro-Ungarico, divenne cittadino della Cecoslovacchia dopo lo sfaldamento della nazione natia dovuto alla sconfitta subita nella Prima Guerra Mondiale. Raccolse i suoi più grandi successi nell'immediato dopoguerra, vincendo nel 1919 il torneo di Rotterdam, nel 1920 quelli di Amsterdam e Vienna, e nel 1921 quello di Göteborg.

Richard Réti

L'idea del Bianco è di sviluppare anticipatamente il Cavallo di Re per esercitare subito una pressione sul centro della scacchiera invece di occuparlo con i Pedoni, come di solito accade nelle aperture più classiche. Nell'accezione più stretta (e corretta) dell'Apertura Reti il Bianco effettua le eventuali spinte Pe2-e4 e Pd2-d4 soltanto dopo averle preparate con le mosse d'appoggio Pd2-d3 e Pe2-e3. Difatti, almeno in generale, il Nero approfitta della strategia apparentemente rinunciataria del Bianco per insediarsi nella zona centrale con i propri Pedoni. Il piano moderno teorizzato da Réti prosegue con un attacco concentrico tramite la spinta Pc2-c4 e frequentemente anche con lo sviluppo dell'Alfiere di Re in fianchetto, sempre nell'ottica di un controllo a distanza del centro e con lo scopo di minare alla lunga le posizioni avversarie.

Alcune continuazioni dell'Apertura Reti sono state così profondamente analizzate che hanno ormai raggiunto lo status di aperture indipendenti, infatti sono comunemente denominate "Partite" e non semplicemente "varianti".

Da annotare, infine, che nelle nazioni anglofone per il tratto 1. Cf3 è comune la denominazione alternativa di Apertura Zukertort, dal giocatore polacco Johannes Hermann Zukertort (1842 - 1888), con particolare riferimento alle continuazioni classiche che prevedono le spinte Pd2-d4 e Pe2-e3, cioè quelle che non contemplano lo sviluppo dell'Alfiere bianco campochiaro in fianchetto di Re (Pg2-g3 & Af1-g2), sistema di gioco che invece fu caldeggiato agli inizi del '900 dalla scuola ipermoderna.